5S

Corriponde alla metodologia giapponese di snellimento a standardizzazione dei processi aziendali (lean management).

Sintassi

$b3[5S][1]

Il numero nei parametri va da 1 a 5 e corrisponde appunto al passo del 5S applicabile al contesto di marketing.

Questo implica che una procedura 5S in ottica Black3 può essere considerata anche in contesti astratti, come per esempio lo snellimento di certe procedure ripetitive di marketing.

Esempio operativo

Supponiamo di dover identificare i nostri migliori follower in chiave multicanale.

Per farlo è necessario eliminare dall’elenco completo gli utenti che non ci interessano, puntare su determinate proprietà degli account in ottica di engagement (potremmo basarci sul fatto che abbiamo Telegram, sulle loro email o altro ancora) creando poi un metodo standard di raggruppamento che possa essere comune rispetto ai social utilizzati in azienda.

Se per esempio l’azienda usa prevalentemente LinkedIn, sarà più semplice aggregare utenti che utilizzano LinkedIn.

Anche in questo caso il fattore analitico è un fattore chiave nella definizione della strategia.

Da questo punto di vista la metodologia 5S porta il grado di astrazione del suo utilizzo ad un livello superiore perchè i dati non vengono più considerati in base a proprietà quantitative e qualitative o rispetto al “reparto” che le elabora bensì rispetto alla procedura con cui vengono gestite ed organizzate in chiave strategico-operativa nella loro complessità.

Per questa ragione Black3 funziona con una modalità a schema dinamico.

Origini e significato del termine 5S

Il termine Metodo 5S trae spunto dalle iniziali della pronuncia occidentalizzata delle cinque parole giapponesi che sintetizzano i cinque passi che danno il ritmo alla metodologia:

  1. Seiri – separare: separa ciò che ti serve da ciò che non è funzionale all’attività e quindi crea disturbo e disordine, quindi spreco di tempo o di risorse (muda); un termine alternativo con la S è scarta.
  2. Seiton – riordinare: metti a posto tutto quello che è utile, il vecchio motto “ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa”; un termine alternativo con la S è sistema.
  3. Seiso – pulire: tieni tale ordine costante e pulisci, un ambiente pulito ed ordinato è un ambiente che “non nasconde” le inefficienze (una logica molto in linea con il Total Quality Management TQM); un termine alternativo con la S è spazza.
  4. Seiketsu – sistematizzare o standardizzare: definisci delle metodologie ripetitive e canonizzate da utilizzare per continuare queste attività di razionalizzazione delle risorse e degli spazi lavorativi;
  5. Shitsuke – diffondere o sostenere: fai che questo modo di pensare ed agire sia pervasivo per tutte le attività aziendali.

Il quinto passo (shitsuke) può anche essere inteso come allargamento delle 5S da esperimenti pilota ad altre attività che possono goderne.

Questa metodologia investe quindi un atteggiamento aziendale di miglioramento continuo, in modo che ogni giorno sia un giorno per il miglioramento e per scoprire altri Muda ed eliminarli: infatti se i primi tre passi possono essere svolti con poco sforzo, il cuore del miglioramento e del sistema è negli ultimi due che rendono l’attività costante e strutturale.

Esempio di applicazione in azienda

Uno degli approcci più usati per rendere efficace la fase di seiri e seiton è quello detto dei cartellini rossi.

Si segnano con dei cartellini rossi tutti gli attrezzi, materiali o qualsiasi elemento oggetto di 5S che possono risultare inutili; in seguito vengono segregati in un’area di non utilizzo immediato. A fronte di un reclamo per l’utilizzo di un materiale con cartellino, il reclamante deve addurre motivazioni evidenti che non esiste alternativa utilizzabile senza cartellino rosso; ovviamente nel caso possa utilizzare un materiale o uno strumento non cartellinato, il materiale cartellinato rimane dove sta, in caso contrario viene eliminato il cartellino e tale materiale torna di uso comune.

Tutti i materiali che dopo tre-sei mesi hanno ancora il cartellino rosso possono essere eliminati. In questo modo il materiale effettivamente non usato viene prima evidenziato, poi segregato e quindi eliminato. Vengono minimizzati i rischi di un “impeto delenda”, ma si mantiene l’approccio di pulizia complessiva. Ovviamente il tempo di residenza nel “limbo” dei materiali cartellinati può variare, ma normalmente non supera i dodici mesi.

Implementazione Black3

$b3[17][5S]{
   $b3[5S][1]{
      // analisi
      $b3[79][KPI]{
         $b3[CC]{
            $b3[IF][KPI < 100]{
               $b3[66][LOG]
            }
         }
      }
      // Seiri - separare
      ...
   }
   $b3[5S][2]{
      ...
   }
}

Vediamo riga per riga come si comporta l’algoritmo

Riga 1: viene creato un comando di tipo 5S con un ID 17

Riga 2: viene definito il primo step delle 5S (da notare che l’ID è alla destra del comando)

Riga 3: prima di “separare” dobbiamo capire cosa separare e rispetto a quale logica. In questo caso prima di effettuare delle separazioni sui dati o sulle procedure specificheremo l’utilizzo di un data-set derivato da un KPI.

Riga 4: introduce il KPI

Riga 5-6: introduce un comando per effettuare un controllo condizionale sul dataset del $b3[KPI] ed imposta una regola: “Se il mio kpi è inferiore a 100 allora esegui il LOG 66”.

Chiaramente questa procedura implica l’esistenza di un comando LOG definito in fase di brainstorming.

Su questo punto è importante definire correttamente lo schema generale dell’algoritmo

Fonti

Metodologia 5S - Wikipedia